cenni storici

Noiari deriva dal friulano Nojars, gli alberi di noci che anticamente sorgevano numerosi nelle terre circostanti e che in Veneto vengono indicati al femminile Noghere

Questo piccolo borgo anticamente era un crocevia per i pellegrini che a piedi andavano a Roma. Prova ne è il Cesiol di via Bassie che contiene un affresco del secolo XVI raffigurante Santa Sabina con San Sebastiano e San Rocco. L’opera è attribuita ai pittori itineranti dell’epoca, forse Gianfrancesco da Tolmezzo.
 
Il restauro del piccolo oratorio votivo e dell’affresco si deve alla famiglia Ziliotto, che commissionando gli interventi ha voluto contribuire al recupero di uno degli ultimi esempi di arte religiosa popolare presente in questo territorio.

L'edificio

Il fabbricato è antico e padronale, lo si desume dall’ampio spazio antistante non comune nelle case coloniche. La parte centrale (tra la casa vera e propria e la stalla) è la più antica – fine 700 o primi 800 – lo si è desunto dal tipo di muratura e modo di costruire. Le ali rimanenti sono di poco successive, dato che nel catasto napoleonico del 1840 tutto il fabbricato compare già. Ed è per questo motivo che nella ristrutturazione non si è potuto modificare nulla, ad esempio le scale, dato il vincolo dei fabbricati storici.

La Ristrutturazione

La ristrutturazione è stata eseguita nel 2009, con il fine di recuperare un importante esempio storico di immobile rurale della zona, il tutto per volontà di Marco Ziliotto che ha inteso valorizzare uno dei luoghi di infanzia cari al padre Pietro. La creazione dell’agriturismo rientra nel progetto più ampio della proprietà di fare dell’azienda agricola un’impresa multifunzionale.